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Sancolombano nel cuore dell'Africa grazie a Riccardo Galbusieri

Il 24enne banino ha raggiunto un villaggio in Kenya per offrire la sua opera volontaria in una scuola di orfani. All'istituto ha donato inoltre divise azulgrana e materiale scolastico.


Grazie all’intraprendenza e all’umanità di un giovane banino, i colori azulgrana hanno percorso un tragitto intercontinentale giungendo nel cuore dell’Africa dalle parti di Mbita, villaggio situato su Rusinga Island in Kenya.



Il nome dell’avventuriero in questione è Riccardo Galbusieri, fresco 24enne che quest’estate, munito di feconda curiosità ed encomiabile altruismo, ha voluto compiere un viaggio nel quale si è messo totalmente in gioco per offrire del bene.


Con questi lodevoli presupposti, sorretti da una spasmodica sete di conoscenza si è diretto presso la comunità che orbita attorno alla scuola “Michael Odala’s” per offrire il proprio sostegno gratuito. L’istituto deve il nome all’omonimo fondatore il quale rimanendo orfano di entrambi i genitori in tenera età ha poi deciso nel corso della vita di aprire un centro educativo che volgesse l’attenzione ai bambini che come lui erano stati privati dell’affetto dei propri cari. Il padre adottivo di questi piccoli orfani purtroppo è scomparso qualche anno fa ma fortunatamente suo figlio ha raccolto il testimone.



Qui Riccardo, oltre a cimentarsi nell’insegnamento (di cui intende farne una professione effettiva) ha consegnato divise e indumenti calcistici generosamente donati dall’A.S.D. Sancolombano Calcio e si è adoperato per raccogliere materiale scolastico trovando la piena collaborazione di Decathlon.

Alla luce di ciò è lodevole come lo sport, ancora una volta, abbia dimostrato sostegno e forte considerazione per realtà che vivono una condizione di svantaggio socio-economico, riuscendo, attraverso il suo impatto benefico, ad aiutarle con gesti concreti.


Il direttore è la figura cardine della struttura in quanto reinveste praticamente la totalità delle sue entrate in essa tuttavia gran parte dell’aiuto viene garantito dai numerosi volontari come Riccardo che, stregati dal valore del progetto, vestono i panni di missionari moderni prodigandosi senza compromessi. 

Purtroppo il covid ha penalizzato parecchio la Michael Odala’s School per via delle tratte aeree ridotte il che equivaleva nei mesi scorsi ad avere un numero pressoché esiguo di appassionati collaboratori; poi però le progressive riaperture hanno rinfrancato la situazione. 


In ogni caso c’è da sottolineare come un’esperienza del genere non sia affatto proibitiva ma anzi facilmente attuabile nel momento in cui si è in grado di andare oltre le consuetudini e le comodità dell’ordinario. A tal fine esiste “work – away”, l’app utilizzata anche dal nostro compaesano per raggiungere la meta ambita. Nata per consentire ai viaggiatori di spostarsi a cifre contenute attraverso lo scambio di servizi, solitamente permette all’utente di offrire il proprio apporto lavorativo in cambio di vitto e alloggio così da non avere costi aggiuntivi sulla permanenza. 

Tutto questo per dire che chiunque lo desideri ardentemente, è capace di profondere solidarietà vivendo al contempo esperienze indimenticabili.


Riccardo dal canto suo si è fatto custode e araldo di un’iniziativa che soverchia i facili perbenismi.


Ora è tornato a casa ma nel cuore porta la consapevolezza di aver ampliato notevolmente i propri orizzonti.